Ciò che è reale? Le discussioni con Ranga.

mar, Maggio 22, 2007 a 2:13 PM

Vado ad esplorare il ruolo della luce nel rilevamento e sostengono che la particolarità della velocità della luce nella nostra realtà dipende dal fatto che la nostra è una realtà creata con la luce. Proprio come la velocità del suono sarebbe stato speciale, in realtà, di un pipistrello creato utilizzando ecolocalizzazione, come hai detto.

Sound is important to a bat, but is not the only way it perceives the external world let alone its own body. So is light for humans. To focus on light as a research strategy is different from saying that light is fundamentally special to us. Così, in terms of AR or even R, light has no special place as such. Anche, R deve essere definito più chiaramente applicabile a tutti gli esseri, o solo per gli esseri umani, o solo a te. Questo è di per sé un labirinto concettuale- se avete pensato.

Non voglio dire che la realtà assoluta può essere capito o conosciuto tramite le nostre indagini nel nostro mondo fenomenico. Ma, può essere possibile utilizzare il fatto che l'abs. La realtà è diversa dalla nostra percezione di esso. Per esempio, se modelliamo (per amor di discussione) una realtà assoluta che obbedisce classica (galileo) relatività e lavorare il processo di rilevamento attraverso la luce, otteniamo una realtà percettiva molto simile a quello di Einstein descrive in SR. Questo dovrebbe indicare che la meccanica classica è un buon modello per AR. Ma, come ha giustamente fatto notare, classical mechanics is another manifestation of our perception and it cannot be all there is to AR.IOW, non abbiamo bisogno di sapere che cosa la realtà assoluta è, abbiamo solo bisogno di sapere che non è ciò che noi percepiamo. Con questa conoscenza o distinzione seriamente applicato a fenomeni astrofisici, we can already come up with good explanations for GRB and radio jets. Infatti, we can even explain cosmological features like the CMBR and the expanding universe.

Here is where one has to tread waters carefully. You can be inspired by the metaphysical distinction between absolute and phenomenal reality, this inspiration leading you to appreciate the nature and limitations of reality we perceive. This appreciation may help you to see things in a new light, so to speak. But your explanations of the phenomenal world (for example GRBs) are not based on any aspect of AR at all, as it is not accessible to us, by our own definition. Così, starting off with a framework of AR (as in your block diagram of AR->Percezione / Cognition->Perceived Reality->Dell'alimentatore:>Scienza) è 1) misleading 2) not necessary as it is not used at all in the explanation of GRB. The critical point in the explanation of GRB is the questioning of the light barrier which was created by a previous theory and not by any aspect of this framework. This new theory has to be explained in terms of how to falsify and test it. With more perceptual observations one can then prove or disprove this theory. If one does not recognize this one gets into conceptual confusion. Ulteriormente, one may mislead people into believing that science by rigorous analysis can help to see absolute reality (even if one intends not to perpetuate this notion). I think you should especially avoid this notion in your book.

As I have said earlier, numerous scientists have been inspired by the metaphysical concept of AR, leading them to see problems with our perception. In neuroscience, work on bistable percepts, binocular rivalry, vista ciechi, and so on and so forth have come from the insight that there iserror” nella nostra percezione. In social sciences, the notion of perceived time dilation during very low and very high stimulus complexity has also been worked on to a quite a degree. In these cases, scientists have recognized that clarifying perceptual errors is beset with further perceptual errors.

Bene, if Brahman doesn’t cause Maya, who/what does?

This question is based on the assumption of a traditional notion of causation that something has to cause something else. When you are still working within this premise, you are still asking such questions. The notion of causality itself needs to be questioned. Do check J. Pearl (2000) – Causality: models, reasoning and inference and other related works. The concept of Brahman and Atman, and that of Sunyata in Buddhism, questioned causation even before Hume did it. We have to guard our scientific arrogance against taking a superiority attitudewe have yet to fathom some of these concepts.

What this means to me is that, Brahman and Maya are one and the same.

As all statements in Hinduism, this one also is mystical 🙂 They are the same, ma sono anche distinti l'uno dall'altro come fai notare qui sotto.

Ourscientific attitudemakes us hypocritical about other ideas, concepts and fields of knowledge. Ancora più importante, it has forced us to take positions. It has to be either this or that, if not it is “mistico”. When one cannot relate to or understand simultaneity of seemingly contradictory ideas one relegates them to the “mistico”. This is a malady with science that one has to get away from. A certain humility and perplexity at things that one does not understand is very necessary. Many things that science is coming to grips with now, was previously thought to be mysterious. Many conclusions arrived in Hinduism or any other older methods of enquiry were based on subjective reflection, forse, not on the so calledobjectiveanalysis, but it was just another method, and it had its merits. The notion of something being different at the same time being same is one of these difficult concepts. Science has to learn to accept contradictions and stay with contradictions without taking positionbut that is questioning the very method of science itself.

Per rendere questo più comprensibile a noi stessi, a costo di incrostazioni in su – si può vedere come il flusso costante nel Brahman, interazione costante dell'universo gli oggetti e gli esseri in esso come manifestazione del fenomeno. Questa interazione genera una certa differenziazione l'identificazione di oggetti e gli esseri in quanto individui e la necessità per la sopravvivenza di questi individui. La nascita di questa differenziazione è l'inizio del mondo fenomenico non sto parlando in termini di evoluzione o di emergere della vita qui. L'intuizione fondamentale che noi siamo in realtà parte di un tutto è la morte di questa differenziazione e la ripresentazione al Brahman la realizzazione di questo si chiama Atman. Questo non accade in noi, presumibilmente, salvo in casi estremi (cosiddetto Nirvana o Samadhi) e certamente non in modo sostenuto. E quindi, il nostro costante bisogno di essere individualisti e diverso e per dimostrare la nostra differenza e rendere teorie sul mondo che vediamo intorno a noi.

Credo che la morte normale (Non Nirvana o Samadhi) è la fine della differenziazione individuale, conoscenze etc. Nella misura in cui ci ricordiamo nulla e sapere (prima mano) niente da prima della nostra nascita, veniamo dal nulla. E la nostra morte deve essere una fusione con nulla o everythingness che è Brahman.

One can say that too. The reason I mentioned Samadhi is that it is considered to be a state of being with awareness and yet a sublimation into the Brahman. Tuttavia, I have not experienced Samadhi or death (oxymoron), a state of non-being, so I cannot say. But it is anybody’s guess.

Così, Riassumendo, il punto che vorrei fare è che la nozione di Realtà Assoluta separato dalla realtà è imperfetto.

This point, Non sono sicuro che sono d'accordo con. Nella misura in cui Maya è una manifestazione o proiezione di Brahman, loro sono la stessa cosa. Ma sono anche distinte come suono è diverso da onde di pressione d'aria o odore è diverso da sostanze chimiche. (O, come un libro di yoga Njana messo, il calore è differente dal fuoco).

Si può essere senza l'altro? Può sembrare essere senza onde di pressione dell'aria? È qui che si è messo in discussione se Maya può esistere senza Brahman o viceversa. Il riduzionismo, is many sometimes a limitation.

L'idea che si possa raggiungere l'AR attraverso una migliore analisi della R è ancora più difettoso.

Questo sono d'accordo con. Ma non possiamo avere per arrivare a AR per comprendere la nostra R percepito meglio.

I would sayto understand our perceived R in a different way” – better or worse is one’s point of view.

Così, questo cosa ci lascia con? Che se si spieghi qualcosa (come GRB), si sta spiegando sia l'AR e R perché si intrecciano. Ulteriormente, la bellezza di questo che ogni immaginabile teoria (proven or disproven, falsificabile o no in un metodo scientifico) spiega sia AR e R, perché le spiegazioni sono prodotti dei nostri sensi e l'intelletto, che sono parti del nostro mondo. Se abbiamo percepito, dovrebbe essere nel mondo AR o R o in altro modo.

Secondo me, quando si parla di questi problemi, v'è il pericolo di coagulazione in una delle due nozioni. Uno è che AR o Brahman è incomprensibile e ben oltre la nostra portata e non dovremmo preoccupare le sue proprietà. L'altro è che nella misura in cui PR o Maya è tutto quello che dobbiamo lavorare con, le nostre teorizzazioni dovrebbero limitarsi ad esso. Quale, Credo, è la base del realismo scientifico. Il mio libro è probabilmente un'esplorazione a trovare una via di mezzo, successo o meno. Lei sembra intrattenere entrambe queste nozioni.

One does not have to take a stand (as normally done in Science). One can live with the contradictionsof the incomprehensible AR and the eventuality of working with the limitations of our senses and intellect. Even if you say that you are working towards the middle ground you are in fact still working within the confines of your senses and intellect. From my point of view, you have been inspired by the metaphysical notions of reality and that has helped you to see the problems of physics in a different way. It is a ground that is neither middle nor on the edgesit is the only ground you can walk on. It is a ground that others have walked on too, in other ways. Ancora, it is a ground that can be a wonderful garden (being poetic here 🙂 and full of joy for you. >

Alla fine, quello che non sappiamo è ciò che non sappiamo. Siamo in grado di venire con diversi punti di vista e le credenze e metodi per attaccare la nostra ignoranza, ma a un certo punto, non ci resta che accettare il fatto che ci sono limiti a quello che possiamo sapere.

Infatti. What I think one should watch out for is scientific arrogance. Arrogance that scientific methods we put forward alone can answer our questions. A certain humility and perplexity at things around us will do us all good.

In ogni modo, è stato un po 'da quando ho avuto le conversazioni di questo tipo. Buono a riaccendere questi pensieri, Grazie.

Cin cin
Aula

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